Il diner nel deserto di James Anderson

Buongiorno, eccomi qui con la prima recensione post pausa estiva 😊
Ho deciso di riprendere subito a scrivere recensioni, perché ne ho un po' arretrate già scritte e salvate sul pc. Purtroppo sono una persona con una memoria pessima e i libri che ho letto tra luglio e agosto sicuramente non avranno una recensione anche se mi dispiace molto, ma rischierei di scrivere pensieri banali e piuttosto che fare le cose male preferisco non farle.
Oggi vi parlo di "Il diner nel desero", libro che ho letto verso la metà di settembre e che ancora è fresco nella mia memoria.


Ho avuto la possibilità di leggere questo libro grazie alla casa editrice che mi ha gentilmente inviato una copia omaggio. Quando ho visto questa novità nella newsletter, ne sono rimasta affascinata fin da subito, per la copertina e soprattutto per la trama, infatti raramente leggo libri dove l’ambientazione è quella di un deserto, se poi ci aggiungiamo che è un libro di un autore americano ambientato in America, ecco che la mia curiosità e desiderio di leggerlo sono saliti alle stelle.
Questo è l’esordio di James Anderson e leggendo il libro è difficile capirlo senza leggerlo chiaramente nella piccola biografia. E’ una storia potente e assolutamente ben scritta.
La storia raccontata nel "Il diner nel deserto" è complessa ma viene raccontata in modo semplice ed efficace, senza l’aggiunta di fronzoli inutili. Il deserto è il padrone qui, la sua forza incontrastata diventa per gli uomini un vero e proprio stile di vita, perché chi decide di vivere nel deserto ha buone motivazioni che non vuole di certo raccontare a chiunque. Il lettore si ritrova catturato in questa ambientazione unica, pericolosa e affascinante, ci sono righe su righe e pagine su pagine dedicate al deserto in tutti i suoi aspetti e sicuramente chi non ha letto il libro penserà che queste siano le parti più noiose...invece no, per me sono state le parti migliori, quelle che ho letto con più attenzione e passione, quelle che ho sentito scorrermi nelle vene, avrei voluto fare i bagagli e partire immediatamente per questo luogo lontano che è riuscito ad abbagliarmi; l’autore è stato grandioso nel portare su carta il deserto in tutti i suoi aspetti fisici, ma anche spirituali ed emotivi. Tutto questo sarebbe stato molto meno efficace senza il protagonista di questo libro: il camionista Ben Jones che ha scelto di vivere e lavorare attraverso questo deserto, tutte le mattine parte col suo camion pieno di beni per gli abitanti sparsi per la tratta di deserto che deve percorrere e conosciamo queste persone chiuse, schive e intriganti proprio grazie alla calma, pacatezza e assoluto rispetto del protagonista.. Ben è un personaggio meraviglioso, che si fa amare subito perché si dona completamente al lettore, nei suoi pregi e difetti, nella sua parte divertente ma burbera e anche in quella solitaria e malinconica. Io mi sono sentita subito in sintonia con lui e grazie a lui, al suo lavoro, alla sua fedeltà e al suo modo di vivere la vita, si apprezza ancora di più l'ambientazione e tutta la storia. Ho amato molto anche il personaggio di Ginny, una giovane ragazza incinta che si dimostra molto più intelligente e leale di tanti altri adulti, il suo personaggio ha creato in me una grande tenerezza, ma anche speranza e coraggio. Infatti, questo libro è il primo di una serie e spero che nel secondo si avrà la possibilità di conoscere meglio questo personaggio perché secondo me ha ancora tanto da raccontare e da dare.
Non tutto è stato perfetto in questo libro, ho avuto dei dubbi sulle scelte che sono state fatte per portare avanti la trama; spesso ho sentito la parte noir e quella romantica un po' forzate (soprattutto quest'ultima), come se fossero state messe nel libro per attirare più lettori possibili, non so era come se stonassero nella vita di Ben Jones e in quella del deserto.
Per fortuna negli ultimi capitoli ho compreso che non erano le intenzioni dell'autore, che a tutto c'è una spiegazione e che le profondità di queste spiegazioni vengono fuori piano piano e vengono assimilate dal lettore con lentezza. Infatti dopo aver concluso il libro mi sono chiesta spesso se non fosse voluta questa “stonatura”, perché con il finale torna tutto al posto giusto.
"Il diner nel deserto" è uno di quei libri che vanno letti con calma e dedizione, per assaporare ogni momento, ogni frase ed emozione, ma soprattutto per riuscire ad imprimersi bene nella testa l'ambiente ostile, magico e affascinante che ci propone l'autore. Dopo aver finito il libro ho avuto due desideri molto forti: visitare il deserto dello Utah e poter conoscere Ben Jones, perché sono certa che esiste un camionista come lui. A conti fatti credo proprio che James Anderson abbia colpito nel segno.
In conclusione non posso evitare di fare tanti complimenti alla traduttrice Chiara Baffa e mi raccomando leggete la sua nota a fine libro, anche se breve è densa e molto interessante, perché fa capire meglio il libro e quello che ci sta dietro.

Letto dal 15 settembre 2018 al 20 settembre 2018
★★★★



Info sul libro:

Titolo: Il diner nel deserto
Autore: James Anderson
Traduttore: Chiara Baffa
Casa editrice: NN Editore
Pagine: 320
Prezzo: 18.00€

Trama:
Ben Jones è un camionista sull’orlo della bancarotta che effettua consegne lungo la statale 117 del deserto dello Utah, una terra ospitale solo per chi ha scelto di isolarsi dal mondo. Un giorno Ben incontra Claire, che si nasconde dal marito in una casa abbandonata e suona le corde di un violoncello invisibile. L’amore per Claire porta Ben a stringere amicizia con Ginny, un’adolescente incinta in rotta con la madre, e a fare i conti con il burbero affetto di Walt, il proprietario di un diner nel deserto chiuso da anni in seguito a un terribile fatto di sangue. Tra rivelazioni inaspettate, scomparse improvvise e il furto di un prezioso strumento musicale, tutti incontrano il proprio destino, cieco come le alluvioni che allagano i canyon rocciosi.
Con dolce e disincantata ironia, James Anderson ci consegna un avvincente noir on-the-road, in cui il male e il desiderio di vendetta svaniscono di fronte alla lealtà che unisce i personaggi: impalpabile come l’ombra di un miraggio, intensa come la luce che abita il deserto.

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